Il mondo nascosto nel sottosuolo di Santarcangelo non smette di stupirci

Si pensava ad una semplice “nevaia” e su questa supposizione si sono svolte le indagini della Soprintendenza di Ravenna su di una grotta in via Saffi, ma quel che ne è risultato è molto di più: quella trovata è in realtà parte della struttura difensiva di Santarcangelo risalente al millequattrocento, quando il borgo venne ingrandito e circondato da mura completate nel 1447 da Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Le ricerche hanno permesso di ampliare le conoscenze della Santarcangelo medievale, portando alla luce elementi che offrono una nuova chiave di lettura in particolare della “grotta” di via Saffi, rinvenuta nel 1998 nel corso di alcuni lavori di rifacimento dell’impianto fognario. L’ambiente ipogeico – esternamente a pianta poligonale e internamente pseudo-semicircolare – si configura come camera sotterranea di una torre (“casamatta”), provvista di due bombardiere e connessa alla cinta muraria quattrocentesca. Grazie all’ampliamento dell’area di scavo di fronte a palazzo Nadiani, oltre alla scala di accesso alla torre, è stata rinvenuta una porzione delle mura difensive con i suoi contrafforti e parte di un’altra bombardiera, utilizzata per il tiro frontale verso l’esterno del fossato cittadino. Tali rinvenimenti sono di fondamentale importanza, soprattutto in considerazione dell’assenza di testimonianze cartografiche in merito, perché forniscono informazioni inedite riguardo a questo tratto di mura.

Alcune parti delle mura malatestiane di Santarcangelo, infatti, sono ancora visibili, così come alcuni torrioni di forma poligonale che rinforzavano il perimetro murario, fra cui quello delle Prigioni – carcere cittadino durante il XIX secolo – e di Porta Cervese. Dal secolo successivo, fuori dalla porta San Michele che costituiva l’accesso principale, inizia a formarsi il borgo che si estenderà man mano verso la via Emilia. La struttura urbanistica medievale sul colle si è mantenuta fino ai giorni nostri, caratterizzata da stradine parallele all’arteria principale e più antica, che collega la Rocca a Porta Cervese.

Nel frattempo, in accordo con la Soprintendenza, l’Amministrazione comunale sta ultimando il progetto definitivo per procedere in tempi brevi con l’intervento di restauro e valorizzazione: l’intento comune, infatti, è rendere accessibili con un percorso ad hoc sia la torre portaia, sia la grotta sotto piazza Balacchi.

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